Ridisegnare l’Avvocatura: Proposte per un Futuro Moderno, Equo e Sostenibile

Per la modernizzazione, la sostenibilità e la valorizzazione della professione forense: proposte per l’inserimento lavorativo qualificato, l’equità previdenziale e reddituale, la partecipazione istituzionale, la formazione specialistica e l’innovazione tecnologica.

Il Congresso Nazionale Forense,

PREMESSO CHE:

  • La professione forense si confronta con sfide epocali derivanti da profonde trasformazioni socio-economiche, dalla crescente complessità normativa e dalla pervasiva innovazione tecnologica, che ne interpellano i modelli organizzativi, le prassi operative e la stessa sostenibilità a lungo termine;
  • Risulta imprescindibile adottare misure organiche volte a sostenere l’inserimento qualificato dei giovani nel mercato legale, a garantire condizioni di esercizio professionale dignitose e ad assicurare un sistema previdenziale equo e sostenibile, con particolare attenzione alle fasi iniziali della carriera e alle disparità reddituali che affliggono parte dell’Avvocatura, specie in contesti territoriali economicamente meno resilienti;
  • La valorizzazione del capitale umano rappresentato dai laureati in discipline giuridiche, anche attraverso la definizione di nuovi profili professionali di supporto qualificato agli studi legali, può contribuire all’efficienza del sistema giustizia e a una più razionale allocazione delle competenze;
  • La partecipazione attiva dei giovani avvocati alla vita istituzionale e la promozione di percorsi di alta specializzazione costituiscono fattori cruciali per l’evoluzione qualitativa della professione e per la sua capacità di rispondere adeguatamente alle istanze della collettività;
  • L’aggiornamento continuo sulle nuove tecnologie, inclusa l’Intelligenza Artificiale, e sulle metodologie di comunicazione e promozione dell’attività professionale, nel rigoroso rispetto dei principi deontologici, rappresenta un coefficiente indispensabile di competitività e di efficacia per il moderno operatore del diritto;

CONSIDERATO CHE:

  • L’attuale assetto normativo e previdenziale presenta talune criticità che possono ostacolare l’accesso e la permanenza nella professione, in particolare per le nuove generazioni di avvocati, richiedendo interventi correttivi volti a promuovere l’equità e a prevenire fenomeni di precarizzazione;
  • La definizione di figure professionali di supporto giuridico qualificato, inserite in un quadro contrattuale definito e con adeguata formazione erogata dagli Ordini territoriali, potrebbe ottimizzare l’organizzazione degli studi legali, offrire sbocchi occupazionali stabili ai laureati in giurisprudenza e, potenzialmente, indurre una positiva differenziazione funzionale all’interno dell’ecosistema legale;
  • La garanzia di una remunerazione minima dignitosa per i praticanti avvocati e per i giovani professionisti con bassi volumi d’affari, analogamente a quanto previsto in altri settori ad alta qualificazione come quello sanitario per gli specializzandi, risponde a principi di equità sociale e di tutela del lavoro intellettuale;
  • L’anticipazione della possibilità di partecipazione attiva alle commissioni e agli organi consultivi dei Consigli dell’Ordine può stimolare l’impegno istituzionale dei giovani avvocati, favorire lo sviluppo di competenze specifiche e promuovere una più equa distribuzione delle opportunità professionali;
  • La collaborazione sinergica tra l’Avvocatura e le Istituzioni universitarie è fondamentale per orientare efficacemente i laureandi, facilitare il loro ingresso nel mondo del lavoro attraverso percorsi di tirocinio strutturati e qualificare l’offerta formativa, anche attraverso riflessioni sulla programmazione sostenibile degli accessi ai corsi di laurea in giurisprudenza;
  • Le forme di collaborazione professionale che, pur formalmente autonome, celano rapporti di mono-committenza o para-subordinazione, necessitano di tutele specifiche per evitare abusi e garantire ai professionisti coinvolti adeguati diritti e protezioni;

Tutto ciò premesso e considerato, il Congresso Nazionale Forense

IMPEGNA

Il Consiglio Nazionale Forense e l’Organismo Congressuale Forense, ciascuno per le rispettive competenze e funzioni, ad avviare e promuovere ogni opportuna iniziativa, anche di carattere normativo e regolamentare, volta a:

  1. ISTITUIRE E REGOLAMENTARE LA FIGURA DELL’OPERATORE GIURIDICO DI STUDIO LEGALE:Promuovere la definizione di un profilo professionale qualificato, denominabile “Operatore Giuridico di Studio Legale” o altra dizione equivalente, destinato a svolgere attività di supporto tecnico-giuridico e gestionale all’interno degli studi legali (quali, a titolo esemplificativo, la gestione dei depositi telematici, attività di cancelleria evoluta, supporto alla ricerca documentale e probatoria, monitoraggio dell’aggiornamento giurisprudenziale e dottrinale). Tale figura dovrà essere supportata da specifici percorsi formativi abilitanti, organizzati e certificati dai Consigli dell’Ordine territoriali, e inquadrata mediante un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dedicato o assimilabile, che ne definisca mansioni, livelli retributivi per un impegno lavorativo standard (e.g., 8 ore giornaliere) e tutele, anche al fine di usufruire degli incentivi statali per le assunzioni stabili. Tale iniziativa mira altresì a offrire concrete opportunità di impiego ai laureati in giurisprudenza che non intendano intraprendere il percorso di abilitazione forense, con un potenziale effetto di razionalizzazione degli accessi alla professione di avvocato e una possibile evoluzione verso una differenziazione funzionale dei ruoli legali.
  2. INTERVENIRE IN MATERIA PREVIDENZIALE E DI SOSTEGNO AL REDDITO:a. Sollecitare una revisione dell’attuale sistema contributivo di Cassa Forense, con particolare riguardo agli oneri gravanti sui giovani avvocati e su coloro che versano in condizioni di minore capacità reddituale, valutando il ripristino di soglie di accesso e di contribuzione progressiva più sostenibili, al fine di non rendere proibitivo l’esercizio della professione.b. Promuovere l’istituzione di un meccanismo di “garanzia di equa remunerazione” o “sostegno al reddito minimo” per i praticanti avvocati abilitati al patrocinio e per gli avvocati con un volume d’affari inferiore a una soglia predeterminata (e.g., € 20.000 annui), non inferiore a € 1.200 mensili, esplorando forme di finanziamento che possano coinvolgere la fiscalità generale o fondi dedicati, sul modello di quanto previsto per altre categorie professionali in formazione specialistica.
  3. PROMUOVERE LA PARTECIPAZIONE ISTITUZIONALE GIOVANILE E LA SPECIALIZZAZIONE:Modificare i regolamenti interni dei Consigli dell’Ordine per consentire l’iscrizione e la partecipazione attiva dei giovani avvocati alle commissioni consultive e agli organi partecipativi istituiti presso i COA sin dal conseguimento del titolo abilitativo, subordinatamente alla valutazione positiva della candidatura da parte della maggioranza dei componenti dell’organo, basata sulle motivazioni espresse e sul percorso formativo e accademico del richiedente. Tale misura è finalizzata a incentivare la precoce specializzazione, favorire una più ampia e consapevole partecipazione alla vita istituzionale e contribuire a una più trasparente ed equa distribuzione delle opportunità professionali.
  4. RAFFORZARE LA COLLABORAZIONE CON LE UNIVERSITÀ E L’ORIENTAMENTO PROFESSIONALE:Intensificare e strutturare rapporti di collaborazione stabili con le Istituzioni universitarie pubbliche, anche al fine di promuovere una riflessione condivisa sulla programmazione sostenibile degli accessi ai corsi di laurea in Giurisprudenza. Tali collaborazioni dovranno mirare a garantire percorsi curriculari di tirocinio e stage altamente qualificanti per tutti i laureandi presso studi legali, aziende con uffici legali interni, enti della Pubblica Amministrazione, uffici giudiziari e studi notarili, al fine di agevolare un orientamento consapevole verso le future scelte professionali, ottimizzare i tempi di inserimento nel mondo del lavoro e valorizzare il capitale umano.
  5. TUTELARE I PROFESSIONISTI LEGALI IN REGIME DI MONO-COMMITTENZA:Promuovere l’adozione di strumenti normativi e contrattuali volti a garantire tutele effettive per gli avvocati che operano in regime di mono-committenza o in condizioni di para-subordinazione di fatto. Tali tutele potranno prevedere, alternativamente o cumulativamente: a) l’assimilazione, ai fini previdenziali e di alcune garanzie lavorative, al lavoro dipendente, ove ne sussistano i presupposti di etero-organizzazione, con possibile confluenza nella figura dell’Operatore Giuridico di Studio Legale di cui al punto 1; b) l’accesso a forme di sostegno al reddito o a fondi di garanzia specifici, come ipotizzato al punto 2.b, in caso di cessazione involontaria del rapporto o di significative riduzioni del flusso di incarichi.
  6. IMPLEMENTARE LA FORMAZIONE CONTINUA IN MATERIA DI INNOVAZIONE E MARKETING LEGALE ETICO:Impegnare i Consigli dell’Ordine a progettare ed erogare, nell’ambito dell’offerta formativa continua obbligatoria, corsi specialistici e pratici in materia di marketing legale etico, comunicazione professionale digitale e utilizzo consapevole ed efficace degli strumenti di Intelligenza Artificiale applicati alla professione. Tali percorsi formativi dovranno fornire agli avvocati, sia operanti in forma autonoma sia associata, le competenze necessarie per navigare l’innovazione tecnologica, promuovere la propria attività nel rigoroso rispetto delle norme deontologiche e ottimizzare la gestione quotidiana del lavoro.

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